L'Italia Dei Distretti Tessili

Possiamo tranquillamente affermare che l’Italia é un paese unico così come il “Made in Italy"
 Questa é la nostra realtà tra vizi e virtù.

Alla fine degli anni 70, abbiamo assistito all'affermazione della moda  Made in Italy, per merito di una nuova organizzazione economica della produzione, nata  dalla fusione dell’industria dell’abbigliamento e tessile con la creatività degli stilisti.

Al successo del Made in Italy hanno contribuito in modo importante anche altri fattori, quali:

-l'affermarsi di tutta una rete di capacità artigianali, dal «taglio e cucito», al ricamo, alla maglieria;

-la loro valorizzazione tramite la nascita dei “distretti” legati alle comunità locali, in una catena di filiere altamente specializzate.

Ed è proprio attraverso questo fenomeno dei Distretti, caratteristico dell’Italia degli anni ’60-70,  che si è vista:la concentrazione in un’area circoscritta di diverse conoscenze e competenze professionali, specifiche di determinati prodotti e lavorazioni, diverse dall'impresa di grandi dimensioni e dalle micro imprese artigianali.
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Che cos’è un distretto tessile industriale?

In generale si tratta di aziende di piccole e medie dimensioni tutte indipendenti, ubicate in un’area geografica circoscritta e storicamente legate dalla medesima finalità produttiva.

Insieme creano una rete economica e sociale attiva, che mette a disposizione competenze e che collabora con realtà locali, sia private che pubbliche.

I vantaggi di questi poli industriali sono molteplici: la cooperazione tra aziende permette maggiore flessibilità ed efficienza rispetto alle domande del mercato, crea indotto e garantisce un elevato standard di qualità, sia in termini di figure professionali che di prodotto.

Ogni azienda, infatti, forte della collaborazione del distretto a cui appartiene, può specializzarsi in un determinata attività: filatura, orditura, tessitura, tintoria e rifinizione o finissaggio. In questo modo si crea un alto grado di competenze e si differenzia la produzione, elementi indispensabili per fronteggiare crisi economiche e le variabili leggi di mercato. La competitività fine a se stessa si riduce in modo esponenziale per lasciare spazio ad una cooperazione proficua per tutti. Nei distretti tessili vengono creati ogni anno migliaia di nuovi filati, disegni tessili e tessuti.

Sebbene non sia un’esclusiva italiana, in Italia esistono molti esempi di distretti tessile, che per tradizione, cultura e territorialità tramandano produzioni artigianali specializzate riconosciute in tutto il mondo. È il cosiddetto made in Italy, nato negli anni ’50 e oggi esportato in tutto il mondo. Tradizione, dunque, ma anche innovazione: i poli italiani dell’industria tessile sono all’avanguardia per quel che riguarda nuove tecnologie, nuovi filati e processi produttivi.

Essi rappresentano la nostra capacità di innovazione e di resilienza di fronte alle sfide poste dalla crisi degli ultimi anni. Insomma, le imprese poste nei distretti industriali (tutti, non solo per quelli legati all’abbigliamento) crescono più velocemente e rispondono alla crisi in maniera più reattiva, oltre ad avere un tasso di occupazione più elevato rispetto alle altre imprese

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Dove sono collocati i distretti tessili in Italia?

Osservando la mappa si nota che i distretti industriali e le città della moda  sono distribuiti in tutta Italia, dalla Lombardia alla Puglia. Questo vuol dire che (quasi) tutte le regioni d’Italia hanno una tradizione industriale legata alla moda.

L’Osservatorio Nazionale dei Distretti Italiani individua ben 36 distretti nel settore abbigliamento – accessori moda. Si tratta di distretti che coinvolgono vari comuni e che sono specializzati in diverse produzioni. Si passa dalla pelle ai tessuti, dalle calzature allo sportswear, arrivando poi ai distretti orafi e degli occhiali.

Vediamo ora alcuni tra i distretti più famosi in Italia.

Se si parla di distretti calzaturieri, impossibile non citare il Distretto delle calzature della Riviera del Brenta, quello di Casarano nel basso Salento e il Distretto delle calzature di Fermo, che rappresenta la più grande concentrazione di imprese calzaturiere nel territorio italiano.

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Discorso a parte merita il Distretto delle calzature e sartoria maschile napoletana;

a Napoli l’abito fa l’economia del Mezzogiorno. Vestiti e calzature, il made in Italy artigianale e di qualità che piace soprattutto all’estero, trascinano lo sviluppo e riflettono l’immagine positiva dell’intera industria manifatturiera italiana.

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Il distretto Toscano della pelle, una realtà molto ampia che tiene insieme calzaturifici, produttori di borse e accessori e specialisti della concia.

Il distretto calzaturiero Toscano, coinvolge diverse province: Arezzo (distretto pelli, cuoio e calzature del Valdarno Superiore), Firenze (distretto delle calzature di Empoli), Pistoia (distretto calzaturiero della Valdinievoli).Tutte queste aree si contraddistinguono non solo per la produzione dei manufatti simili (borse e calzature) ma soprattutto per l'identico materiale utilizzato,la pelle che nei secoli è divenuto un’icona, al punto che si parla di "Pelle toscana".

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Se parliamo di tessuti non possiamo non citare il distretto di Prato considerato uno dei più grandi distretti industriali in Italia, il più grande centro tessile a livello europeo e uno dei poli più importanti a livello mondiale per le produzioni di filati e tessuti di lana.

Il distretto tessile di Prato è composto da circa 7000 imprese nella Moda.

Le imprese del polo tessile di Prato producono tessuti per l’industria dell’abbigliamento, prodotti tessili per l’arredamento, filati per l’industria della maglieria, prodotti in maglia e capi di abbigliamento, tessuti non tessuti e tessili speciali per impieghi industriali. In particolare, il centro tessile rappresenta un’area di riferimento per il pronto moda e la confezione di abiti made in Italy, a tal punto che il “pronto moda Prato” è rinomato in tutta Europa.

E parlando di numeri e nomi importanti, ecco spuntare il Distretto tessile abbigliamento Schio – Thiene – Valdagno, in cui sono presenti aziende che ormai da tempo lavorano per grandi maison quali Vuitton, Gucci, Moncler, Dior, Chanel,

E Il distretto serico comasco, che produce, da solo circa il 95% della seta in Italia.

Il Distretto di Carpi: Il distretto di Carpi è uno dei principali in Italia per la produzione di Maglieria e Abbigliamento la caratteristica di questo distretto è l’estrema diffusione sul territorio delle attività produttive.

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Scendendo più al Sud dell’Italia troviamo Il Distretto Produttivo della Moda Puglia che riunisce 243 imprese, 4 università e centri di ricerche.
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Il Distretto del settore Moda della Puglia e’ in crescita e’ diventato e diventerà uno dei principali poli produttivi e distributivi di eccellenza a livello europeo facendo leva sulla sua tradizione, sul know how, e sui vantaggi logistici forniti dalla posizione geografica e dalle dotazioni infrastrutturali e la manodopera specializzata.

In particolare, il comparto del tessile abbigliamento è caratterizzato dalla produzione di: Abbigliamento da uomo (abiti, capi-spalla e camicie); Abbigliamento per bimbo e bambino (total look); Intimo; Maglieria esterna; Abiti da Sposa e da Cerimonia; Jeans; Calzetteria e Cravatte.

Quindi possiamo affermare,dopo questa interessante lettura,che Piccoli è bello, purchè aggregati.

E’ l’Italia che va, quella dei distretti industriali.

Infatti l’effetto distretto si conferma negli ultimi anni positivo: sono infatti più le aziende che crescono che quelle che decrescono, mentre al di fuori dei distretti è l’esatto contrario.


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